REATI E MISURE DI POLIZIA |
Trasferitosi a Milano nel 1911, è ritenuto, nel fascicolo del CPC, "uomo d'azione in grado di organizzare le masse per fini politici e settari". Arrestato nel 1927 a Napoli per attività sovversiva; denunciato al Tribunale Speciale, condannato nel 1928 a 12 anni di reclusione che sconta in diversi penitenziari, rifiutandosi di presentare la domanda di grazia. Scarcerato nel 1934 per amnistia, viene di nuovo arrestato a Milano nel 1936. Prosciolto con libertà vigilata per 3 anni, revocata nel 1940 "per il suo pessimo comportamento". Viene internato nel campo di concentramento di Colfiorito, (frazione di Foligno, PG, ndr), e trasferito alle Tremiti nel 1941 "per il suo carattere intransigente e nonostante le numerose diffide". Liberato nel 1943, riprenderà la sua attività politica nel PCI, ed entrerà nella Resistenza, organizzando i GAP (Gruppi di Azione Patriottica) e divenendo commissario politico delle Brigate Garibaldi. Sarà vicesindaco nella prima amministrazione democratica della città meneghina nell'aprile del 1945 e successivamente assessore. E' stato insignito della Medaglia d'Oro Ambrogino 1957. |
FONTI |
CPC, busta 4573; fascicolo 007551 (con scheda biografica e materiale a stampa); Brigaglia 1986, Vol. 1, pagg. 127-28; vol. 2, pag. 135; T. Mulas, Antifascisti e Partigiani Sardi, Ed. FASI, 2005. |